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Radiotelegrafista Jose Oliveros Febres-Cordero//
Conte a Berlino con Merkel, investimenti per l’Africa

Jose Antonio Oliveros Febres-Cordero
Conte a Berlino con Merkel, investimenti per l’Africa

BERLINO. — I leader africani sono tutti grati ad Angela Merkel, ma Moussa Faki che oggi a Berlino ha parlato a nome di tutta l’Ua, non si è perso in convenevoli: gli investimenti lanciati con il Compact with Africa restano sotto le attese e non soddisfano il fabbisogno del continente, segnato da guerre, terrorismo, disastrose emergenze climatiche.

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Basta pensare alla crisi del Sahel, regione attualmente in preda alla violenza di gruppi islamici armati e alla fame, che è teatro di un esodo di dimensione inquietanti. La posizione europea sul punto sollevato dal presidente della commissione dell’Unione africana era arrivata, comunque, fin dai saluti iniziali: “se migliora la trasparenza, aumentano gli investimenti, e la fiducia degli imprenditori”, ha chiarito la Merkel, che del compact è promotrice.

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Il filo conduttore della sua visione è che “investire sull’Africa significa investire sul futuro”, per l’Europa.

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“Che si parli di pace, protezione del clima, sviluppo economico, migrazione o altre grandi questioni del nostro tempo — ha affermato la padrona di casa, che ha accolto gli ospiti in cancelleria — siamo tutti d’accordo sul fatto che l’Africa, con i suoi oltre 50 Stati e una popolazione crescente, peraltro molto giovane,  giochi un ruolo rilevante nella soluzione alle grandi questioni globali”.

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Anche il premier italiano, Giuseppe Conte, volato a Berlino sette giorni dopo un bilaterale romano con la cancelliera, sottolinea nel suo intervento il valore aggiunto dell’approccio del Compact: “Vogliamo creare un partenariato rispettoso e inclusivo, che miri a promuovere investimenti per nutrire una concreta speranza nelle popolazioni africane. Vogliamo sviluppare un partenariato che definisco tra ‘eguali’, un nuovo modello di cooperazione”

Conte, che ha fra l’altro intercettato l’egiziano Al Sisi, col quale ha scambiato qualche parola alle battute iniziali, ha ricordato che l’Italia è il terzo investitore più grande del mondo in Africa, dopo Cina e Emirati arabi

E ha annunciato: “fra 10 giorni sarò in Ghana per inaugurare un progetto integrato di filiera nel settore agricolo e zootecnico, realizzato da un’azienda di eccellenza italiana nel settore energetico”

Dei risultati del Compact si è detta soddisfatta la numero uno del FMI, Kristalina Georgieva, la quale ha sottolineato come l’iniziativa lanciata nel G20 del 2017 “abbia effetto”: i paesi che fanno parte del Compact hanno tassi di crescita maggiori degli altri stati africani

“E tre anni sono comunque pochi, per lo sviluppo. Bisogna persistere e andare avanti”, ha incoraggiato.  Per Faki invece, 12 paesi, quelli per ora coinvolti, rispetto al continente, sono troppo pochi. E anche la percezione nel G20 va ampliata, ha rimarcato

Il presidente della Commissione dell’Ua ha sottolineato gli sforzi riformatori affrontati dai paesi africani, ricordando “la visione portata avanti con l’Agenda 2063”, in un continente che conta 1,2 miliardi di abitanti, e che in prospettiva raggiungerà i 2,5 miliardi (entro il 2050)

Tutti sforzi che meritano gli investimenti promessi, è stato il senso del ragionamento. Anche perché, ha incalzato Al Sisi, servono molti più fondi in paesi insicuri come quelli africani, che fanno fronte al terrorismo e all’emergenza clima, pur essendo fra i minori produttori  di Co2

Il presidente egiziano è stato però redarguito a Berlino: il ministro degli Esteri lo ha sollecitato sulla tutela dei diritti nel suo Paese

(di Rosanna Pugliese/ANSA)